Paco & i suoi Mondi


Diamo un nome alle cose (anzi, no)




Certe cose non sono facilmente comprensibili, forse perché non sono nemmeno facilmente etichettabili.
Certe cose non si possono inserire in una categoria precisa, e per questo a volte è difficile capire da che parte stanno.
Certe cose fanno un po' paura, perchè non sono facili da riconoscere secondo dei codici precisi.
Certe cose accadono raramente, perché di solito si cerca di razionalizzare tutto.
Certe cose hanno bisogno di un nome per essere esorcizzate, perché altrimenti non pensi ad altro.
Certe cose non hanno un nome, perché la tua esperienza non è mai uguale a un'altra.
Certe cose sono come fulmini a ciel sereno, perché non sono prevedibili in alcun modo.
Certe cose seguono dei percorsi strani, che a volte anche le persone amanti dell'improvvisazione stentano a seguire.
Certe cose ti sorprendono dall'inizio alla fine, soprattutto quando non ti accorgi di come sono iniziate.
Certe cose ti sorprendono dall'inizio alla fine, soprattutto quando non riesci a vedere la fine.
Certe cose sono cose strane, perché belle così non te ne capitano mai.


Foto di: stasera, venticinque euri per una margherita
Macchina: gigitale usa-e-getta
Nei momenti più impensabili canto: Blur - "Tender"

Considerazioni casuali



Sorrido da solo come un cretino.
Perché sono un cretino.
(fiiico)

(ebbene sì, mi piaccio molto quando scrivo post ermetici e incomprensibili)


Foto di: ieri, credo
Macchina: gigitale usa-e-getta
On Air: The Beatles - "I'm so tired"

Cazzeggio a lezione




Sono nel bel mezzo di una leziosa lezione di fotoschiòppe.
Abbiamo da fare degli esercizi in classe che nessuno guarderà mai, e io non ne ho voglia.
In realtà non ho voglia di fare niente, vorrei uscire a prendere un caffé, poi sgranocchiare qualche dolciume cioccolatoso uscito dalle macchinette, e mettermi in cortile a sedere senza pensieri.
Peccato che oggi non riuscirei a essere senza pensieri nemmeno se mi sforzassi.
Ah, ecco, sì, ecco perché, per essere senza pensieri non bisogna sforzarsi, bisogna rilassarsi!
Va bene, vorrà dire che mi rilasserò.

Non aggiorno, ma non per pigrizia (vorrei avere più tempo per dedicarmi ad essa, sinceramente).
Sono occupato.
Come i cessi.
Ma più pulito, per fortuna (no, non per fortuna, per zelo).
E c'avrei da dire delle cose, ma poi uff.

Niente, vado a prendere un caffé, ciao.


Foto del: due aprile duemilacinque (ho ravanato il disco esterno mentre ero in classe, eh già)
Macchina: (c'è bisogno di chiederlo?)
Campagna oltre il finestrino del treno: Monopoli, all'alba. Là dietro, da qualche parte, c'è il mare.

Lavori nel corso



Sì, lo so che si dice "lavori in corso", ma non mi sono mai piaciute le frasi fatte.
E poi questa foto l'ho scattata in Corso Ventidue Marzo, a due passi dallo IED, quindi ho deciso che il titolo va bene così, punto.

Ho un bel po' di cose da fare (strano, non capita mai!), nonostante mi sia appena liberato da un esame ne ho da preparare altri a breve, devo tradurre il mio inutile curriculum in inglese, devo motivarmi a scrivere una lettera che convinca dei tizi canadesi che sono un gran figo (eeehh, come no...), devo mettere in ordine l'immondezzaio che chiamo stanza, devo fare le pulizie, devo fare la spesa, devo lavare la Vespa (no, chissenefrega, aspetto che piova), devo uscire a prendere un po' d'aria, devo cercare dei negativi infilati in chissà quale scatola, devo scattare una nuova foto per l'header, devo staccarmi da questo cacchio di piccì, devo andare in posta a pagare il bollo alle Vespe (in ritardo, come tutti gli anni, umpf), devo smetterla di mangiare tonnellate di Togo e scongelare la Nutella, devo smettere di fantasticare su viaggi lontani e guardare la mia collezione di atlanti stradali dell'Europa sbavando come un lama peruviano, devo fare delle scansioni ma prima devo comprare uno scanner, devo comprare uno scanner ma prima devo mettere da parte i soldini per un PowerBook (sì, lo so che ha cambiato nome, ma io sono della vecchia generazione di mac-intossicati), devo fare delle stampe ma prima devo decidere quali, devo selezionare delle foto gigitali da portare al fotolaboratorio ma prima devo capire se serve davvero stamparle, devo finirla di fare liste di cose che tanto lo so che poi ne faccio meno di un quinto.

Mi sa che me ne vado a dormire, va'. Cià.


Foto di: qualche giorno fa, qualcuno lavora davvero
Macchina: gigitale usa-e-getta sempre più usurata
Ascolto: E.Morricone, The Beatles, F.Ferdinand, The Hives, C.Gainsburg, Incubus, iFolkabbestia!, RHCP, R.Spektor. L'importante è avere le idee chiare, in fondo.

Post a luci rosse



C'è un'atmosfera strana, qui dentro.
L'aria è ferma, tutto è silenzioso.
Posso sentire il respiro delle altre persone, se mi fermo un attimo.
Il ticchettio dei grandi timer rompe il silenzio, ma dura poco, poi tutto tace.
Ogni tanto qualcuno si muove, si sposta, rumori leggeri e liquidi riempiono la stanza.
Con le mani si fa quasi tutto quello che serve, la luce naturale qui dentro non arriva e con gesti esperti creo ombre e forme originali sotto il fascio concentrato di luce artificiale.
Ognuno ha i suoi tempi qui dentro, c'è chi in pochi secondi e con pochi movimenti agili termina quello che sta facendo nella sua posizione, chi invece tenta e ritenta più volte, acquisendo ogni volta maggiore destrezza.
E i risultati migliorano sempre, nella maggior parte dei casi.
Piccole onde di profumo dolciastro si mischiano a odori chimici, i corpi si avvicinano, si toccano, si allontanano nella penombra rossastra, a volte all'unisono, altre volte in modo distinto, con tempi diversi.
Qualcuno ogni tanto parla, qualcuno spia quello che stai facendo, qualcuno si complimenta con te, qualcun altro invece critica, ma in fondo tutti fanno più o meno le stesse cose, la tecnica di base è quasi sempre la stessa, ed è la creatività di ognuno che fa la differenza nei risultati.
Può capitare che ci sia della musica a riempire il buio, ma le piccole casse gracchianti non vengono mai ascoltate davvero nella concentrazione generale.
Le cose da fare sono tante, spesso qualcuno viene in aiuto quando sei in difficoltà, e chi ha più esperienza si riconosce subito dai modi di fare.
Nessuno però si vanta con gli altri delle sue capacità, qui dentro si sviluppa un'arte che tutti riconoscono e apprezzano, e molti invidiano.
In tanti sanno quello che accade qui, ma non tutti possono immaginare davvero le sensazioni, i gesti rituali, l'importanza del tatto, e quello che la vista non riesce a percepire.
Ci sono cose che con le parole non si possono descrivere, ci sono emozioni che non ti stancano anche se ripetute decine di volte in poche ore, ci sono immagini che anche se all'inizio non puoi vederle sai esattamente come saranno dopo pochi minuti.
Per non parlare del piacere di sperimentare cose nuove, le combinazioni possibili sono a dir poco infinite.
E quando, dopo ore passate al buio, ti affacci alla luce del sole, le tue pupille dilatate parlano silenziosamente agli altri di quello che hai visto qui dentro.
Tutto si apprezza appieno quando tutto è finito, quando sei fuori di qui e la prova tangibile del tuo lavoro è davanti ai tuoi occhi, davanti agli occhi di tutti quelli che erano dentro con te, sotto lo sguardo pieno di stupore di chi non sa la verità, ma vede solo ciò che ha di fronte.

E anche se ormai questo corso di camera oscura 2 si è ormai concluso, e dell'esame di oggi non conosco ancora i risultati, è stata una gran bella soddisfazione.


Foto (che non c'entra nulla) del: 13 novembre
Macchina: gigitale usa-e-getta nelle mani di chissà chi
Mi sento stupido e canto: Folkabbestia - "Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice"



Web This Blog

Links





© 2007 Paco & i suoi Mondi | Blogger Templates by GeckoandFly.
No part of the content or the blog may be reproduced without prior written permission.