
Vado a godermi le ultime ore in questa città incredibile, e poi credo che questo sarà l'ultimo post dagli States...
Da New York passo e chiudo, è stato un piacere.
Foto di: ieri sera, a Brooklyn, sperduto come al solito.
Macchina: gigitale usa-e-getta (a Natale mi regalo uno scanner)
Playlist: casuale, che purtroppo oggi non mi regala grandi emozioni.

Scusate se non (vi) aggiorno, ma il tempo stringe, e poi mi son perso per due giorni dentro Central Park, tra Strawberry Fields e micro-tartarughe giganti, papere invadenti, folle rutilanti.
Insomma... tornerò, promesso.
Solo con un po' più di calma, ecco.
Foto di: questo pomeriggio, 5th Ave. con la 103rd, strada più, strada meno
Macchina: gigitale usa-e-getta, ma i rulli qui si accumulano
Nel frattempo: si cazzeggia da queste parti (grazie a Junior e, casualmente, ai commenti de laclauz)

Nottata piuttosto movimentata, quella appena trascorsa.
Tutto comincia con una proposta di Jacopo: un roof party nel mezzo della zona industriale ovest di Brooklyn.
Con la metro non è facile arrivarci, tanto da essere costretti a cambiare anche due autobus, e a scendere in mezzo al nulla.
Topi grandi come pitbull, treni merci a passo d'uomo che attraversano la strada senza passaggi a livello, scarpe appese ai pali della luce come trofei (?), autoctoni che non conoscono le strade del proprio quartiere, nulla può fermarci.
Giunti nel capannone, tutto cambia: gente vestita a maschera, ragazze (semi?)nude che ballano sui trampoli, il deejay affiancato da un batterista live, shottini alcoolici gratis in cambio di un indirizzo email, gente in delirio in una stanza a 45° Centigradi, tra altalene appese al soffitto, amache giganti e passaggi (neanche troppo) segreti.
Ma se il piano terra era tranquillo, e il primo piano già di per sé sembrava assurdo, era solo perché non eravamo ancora arrivati sul tetto dell'edificio.
Una ragazza che gioca col fuoco, un igloo gonfiabile in cui si entra solo in ginocchio, con dentro cinquanta persone che ascoltano una pazza che suona la fisarmonica, un buttafuori enorme che forse è meglio fare ciò che dice, la cima illuminata dell'Empire State Building sospesa nel vuoto a ics miglia di distanza.
E meno male che non ho bevuto molto, ero già confuso per i fatti miei...
Il ritorno è stato uno dei più avventurosi degli ultimi tempi, la linea L della metro era ferma, l'autobus ci ha abbandonati in mezzo alla strada prima ancora di essere ritornati a Manhattan, e le due coincidenze successive della Subway si sono fatte attendere a tal punto da farci uscire dai sotterranei dopo tre ore, col sole ormai alto.
Tornare a casa alle 7.30 e trovarci davanti gli scoiattoli che fanno colazione fa una strana impressione, ma sarei proprio curioso di sapere cosa hanno pensato loro quando mi hanno visto passare...
Ah, Last But Not Least: Happy Birthday, Miss Fawzia!!!
Foto di: stanotte, chissà a che ora
Macchina: gigitale usa-e-getta, da portare sempre con sé
L'iPod Hi-Fi: si sente bene anche collegato al mio Sporco Piccì, ma che bella scoperta!

Svegliarsi tardi e fare colazione all'ora di pranzo è un piacere che a Milano non potevo concedermi da molto tempo.
Sempre qualcosa da fare, laggiù, non come qui che sono in vacanza.
Certo, qui a New York ho i giorni contati, ho ancora da fare mille cose e da visitare ottomila posti, ma posso ancora prendermela comoda fino a domani.
Se poi la colazione si trasforma in una specie di brunch, tanto meglio.
E se la colazione te la fai anche preparare, è proprio il massimo (anche se come al solito mi tocca lavare i piatti, eheh).
E così si prendono uova, latte, formaggio, sale, sciroppo d'acero del Vermont, pane a fette e altre diavolerie (mancava il bacon, ma provvederò) e si fanno soffrire un po' in padella.
Dopo pochi minuti, ecco una bella colazione da sportivo, omelette e french toasts, ovviamente contornati da abbondanti dosi di Oreo.
Ho finalmente trovato il modo di satollarmi e non avere fame per quattro ore di fila, olè!
Foto di: stamattina, che era già pomeriggio
Macchina: gigitale usae-getta
Ascolto: musica truzza, ma su questo non posso farci niente...

Ditemi voi se si può.
Ieri ho scattato questa foto, sono tornato a casa, l'ho fotoscioppata a dovere, l'ho salvata, e poi mi sono dimenticato di postarla.
Quando uno è attento, eh.
Mi sono svegliato poco più di un'oretta fa, finalmente riesco a dormire oltre le otto di mattina.
Il fuso orario mi ha sballato più dell'ultima volta qui, nel 2003: al mattino mi sveglio alle 8, e la sera alle 10 comincio a cedere alla stanchezza.
E questo non va affatto bene, conoscendomi.
Ma visto che stanotte ho dormito così tanto, forse stasera riesco finalmente a resistere oltre mezzanotte senza addormentarmi davanti a "the Graduate", svegliandomi ogni tanto quando qualcuno nel film urla (cioé ogni cinque minuti).
Non ho ancora fatto una decente colazione americana, infatti tra un po' credo di andare a fare la spesa.
Uova, bacon e cheddar cheese per preparare due omelette coi fiocchi, e Oreo per condire i momenti di fame fuori orario.
O meglio, Oreo da mangiare in continuazione.
Almeno sono più credibile, ehm...
Ieri sera, benché come passeggero, ho cavalcato una Vespa in giro per New York.
L'aperitivo Vespistico non è solo a Milano, a quanto pare, e io sono riuscito a scovare il locale dove questi tizi (per la maggior parte dotati di frullatori, purtroppo) si incontrano, ogni mercoledì sera.
Guarda caso, questa settimana a Little Italy ci sono i festeggiamenti per la festa di S.Gennaro, e il giretto straordinario di ieri prevedeva appunto una sosta lì.
Cosa prende un italiano nel bel mezzo di una festa italiana a New York?
No, non indovinerete mai, ahah!
Mi mancano ancora un sacco di cose da fare prima di andar via da questa meravigliosa città, ad esempio visitare un po' di musei, andare all'Apple Store sulla 5th Avenue, perdermi dentro Central Park, tornare a Grond Zero (e beh, non sarei un buon turista medio se non lo facessi), cercare di fotografare la Statua della Libertà col 300mm attraverso la perenne nebbia sottilissima, fare foto mosse a Time Square (di sera, con un 100ISO e senza cavalletto, ovviamente), arrampicarmi sull'Empire State Building con una meravigliosa fanciulla sul palmo della mano e, giunto in cima, farmi abbattere dall'aviazione militare.
Ma questo forse l'ha già fatto qualcuno, mmm...
Foto di: ieri pomeriggio, tra S.Nicholas Terracet e la 129ma
Macchina: gigitale usa-e-getta
La soluzione è: il Cheese Steak, specialità tipica di Philadelphia, ma nella mia versione senza cipolla.

Dopo aver mangiato in uno storico ristorante spagnolo nella Downtown, soccombo agli effetti ancora latenti del fuso orario (secondo i miei calcoli, negli ultimi cinque giorni ho dormito in totale undici ore, e questo spiega molte cose), e mi accoccolo tra le braccia di Morfeo, spaparanzandomi sul morbido lettone americano.
Buona settimana a chi sta per cominciarne una nuova!
Foto di: oggi, ore 19.16 ora locale
Macchina: gigitale usa-e-getta su cavalletto (property of School of Visual Arts) da 800$
Music: is my radar. But I get lost anyway, yep!

Ore 7.51 (GMT +1)
L'airbus A320 è proprio un aereo simpatico.Ciccione e paffuto come pochi, con quelle ruotine piccole e quelle gomme liscie liscie, coi motori che borbottano al minimo sotto il diluvio, sembra quasi una Vespa.
Tranne per il serbatoio, pare che ci stiano più di cinque euro di miscela, dentro.
Le analogie non finiscono qui: nella prima mezz'ora sembrava di stare sulla via Emilia, con tutta quella nebbia e le turbolenze che pareva l'asfalto tra Bologna e Modena sud.
Ma almeno qui non mi sono bagnato.Speriamo che non entri in riserva, va', che il rubinetto della benza non so proprio dove sia.
Ah, VOGLIO uno di quegli autobus figherrimi che sterzano con tutte le ruote, chissà come vanno sui tornanti... bisognerebbe provarne uno.
Se riesco, al ritorno a Milano ne chiedo in prestito uno a caso, e vado a testarlo sull'appennino tosco-emiliano, a me tanto caro.
Ieri ho fatto il check-in online, British Airways è troppo avanti con queste cose!Ho inserito i dati del passaporto, la prenotazione che mi era stata assegnata, l'indirizzo email, e mi hanno fatto stampare il biglietto direttamente a casa, in modo da evitare le code grazie a uno sportello dedicato in aeroporto.
Ovviamente, questo sarebbe accaduto in un mondo perfetto, non certo qui.
Allo sportello dedicato c'ero solo io, e prima che la gentile signorina si degnasse di arrivare e ritirarmi il bagaglio, la fila di fianco a me, quella del check-in classico, s'è svuotata.
Vabbé.
Almeno ho perso un po' di tempo, alla fine mi sarei annoiato in sala d'attesa.
Discorso a parte per il bagaglio a mano, ero riuscito a zippare tutta la roba indispensabile nei 45x35x16, sforando di due soli centimetri nell'ultima misura.
Alla fine, disperato, ho deciso di sacrificare il libro ai Ringo e agli OroCiok, la vita è fatta di priorità, in fondo.
Poi, a bordo dell'aereo, il novanta per cento delle persone aveva una samsonite condominiale con sé, e nessuno ha detto niente.
Quindi ora sto qui, a cazzeggiare su questo .txt che posterò chissà quando, e... URCA! Mi hanno portato la colazione!
A dopo, che mi si fredda la baguette with red cheddar & ham.
Quando dici la globalizzazione...
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Ore 11.59 (GMT)
L'airbus NON è decisamente una Vespa.
Appena toccata la superficie della pista di atterraggio, ha fatto un'inchiodata (sul bagnato) tale che tutti gli oggetti che gli assistenti di volo ci avevano fatto posare sul pavimento sono finiti almeno quattro posti più avanti.
Compreso il mio portatile, che nonostante la borsa in neoprene sulla moquette, non è riuscito a fermarsi prima di due sedili.
Ma solo perchè poi c'era una parete.
La vendetta dello zaino zippato:uscito dal corridoio dell'aereo, mi sono incolonnato nei famigerati controlli di sicurezza di quello che viene pubblicizzato come il più trafficato aeroporto del mondo, Heathrow.
Primo passaggio obbligato, infilare il bagaglio a mano in una specie di mobiletto IKEA dei poveri, delle dimensioni di 45x35x16.
Mobiletto di legno, quindi indeformabile e incorruttibile, che ha tentato ovviamente di fregarmi.
Ma io, che a Tetris sul GameBoy ero un campione (a livello casalingo, più precisamente nel bagno), ho attuato degli spostamenti tattici dei piccoli oggetti che facevano spessore, e ho riempito gli angoli e i lati del mitico Eastpack da quaranta litri.
Alla fine, sotto gli occhi impietositi della tipa che verificava ("it's a little bit bigger than the admitted size", "yeah yeah, I could stretch it a little", "ok, but I want to see if it fits", "aehm... sure") le dimensioni del pacco (ehm...), sono riuscito con movimento felino a strizzare il contenuto dello zaino.
Pensavate fosse finita?E invece no, al massimo potete sperare che la batteria di 'sto coso ceda, prima o poi. =P
Comincia la fila per il controllo ai raggi X dei bagagli a mano.
Bisogna mettere abiti non necessari, portatili, scarpe, fibbie, cinture, cellulari, chiavi, monete, portafogli, monili della nonna, albero genealogico fino alla terza progenie, in due vaschette di plastica che saranno analizzate minuziosamente.
Ovviamente, con le mie scarpette numero 45, ho dovuto usare tre vaschette.
E secondo me al ritorno me la faranno pagare, soprattutto il tizio col turbante che controllava tutto col metal detector aveva la faccia di uno che non perdona.
Terza fase: perquisizione.
Ho avuto seri dubbi sulla sessualità del tizio che mi ha perquisito, quando ha insistito su alcune parti anatomiche.Forse pensava che ci nascondessi una 44 magnum, ahahah!
Finalmente l'autobus che mi ha portato dal terminal 1 al terminal 4, fortunatamente in pochi minuti.
L'ultima volta che avevo messo piede in Inghilterra era stata nel lontanissssssimo 1994 (...), e questa prima volta da patentato mi ha causato una serie di infarti alle rotonde e agli incroci, quando il piccolo autobus incrociava (per me contromano) altri mezzi enormi.
Dite quello che volete, secondo me 'sti inglesi so' matti.
Ora sono qui, in una sala d'attesa tranquilla fino a venti minuti fa.
Ho di fronte a me il musone di un 747 parcheggiato (spero abbiano messo il freno a mano, perdìo!) e una delle piste da cui decolla un aereo ogni... vediamo... quaranta secondi, cronometrati.
La quiete è finita improvvisamente quando una bimba francese di forse un anno e mezzo ha fatto irruzione di fianco alla mia comoda poltrona, gridando a ogni aereo che decolla "l'avion qui vooooole!!!".
Ecco, questa è la mia situazione attuale.
Parentesi tecnologica: il wireless che una volta qui era gratuito, ora è di proprietà di T-Mobile, che evidentemente ha comprato l'aria di mezzo aeroporto, e si fa pagare la bellezza di 6.99£ l'ora per navigare.
Pazienza, posso resistere senza internet, una giornata.
(anche se ammetto di essere già in astinenza)
Di positivo c'è che la giovane mamma della francofona mocciosa è discretamente, anzi, abbondantemente pheega, e potrei avere modo di rivalutare la mia opinione sui cugini (sulle cugine) d'oltralpe.
Come non detto, è appena andata via.
Dopo avermi messo il sedere in faccia per recuperare il passeggino che si era rovesciato.
Mmmm... ho già detto che adoro l'instabilità dei passeggini francesi?
Ecco, ora l'ho detto.
Ora non mi resta che commentare i consigli della "Guide to Heathrow Airport", secondo la quale per un viaggio salutare bisogna:
- bere molta acqua prima e durante il volo; (non basta quella che ho preso ieri in Vespa?)
- non mangiare troppo prima o durante lunghi voli, per evitare indigestione o ipertensione; (e io già sono nervoso, al pensiero di non poter mangiare troppo)
- per ridurre gli effetti del fuso orario, dormire qualche ora in più la notte prima del viaggio, cercare di riposare durante il volo, abituarsi pian piano al fuso del paese di destinazione sincronizzando i pasti; (stanotte ho dormito dalle 3.25 alle 4.15, durante il volo vedremo. E se devo abituarmi agli orari dei pasti americani, vorrà dire che adesso dovrò fare colazione per la terza volta, perché lì adesso sono le sette e mezza. Groan...)
Quindi, ricapitolando: mamma francese sparita, stomaco che brama pasta al forno e riceverà invece finto caffé Starbucks in qualche variante curiosa e improbabile, sala di attesa ormai piena di gente che ciarla al telefono (sembra di essere in Italia, che palle!), internet inutilizzabile, impellenti necessità pissiologiche, 747 abbandonato coi motori che girano al contrario... ecco, forse è il caso di spostarmi, va'!
A dopo, forse.
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Ore 11.22 (GMT -5)
Sì, ho già spostato l'ora del portatile.
E sì, sono un imbecille.
Perché prima, mentre aspettavo a Heathrow, avevo cambiato fuso orario sulla gigitale, su Pigiamino, ma non sullo Sporco Piccì. Quindi la faccenda che erano le sette e mezza... ecco, dimentichiamo tutto, va'!
Ora sono in volo.
Il Boeing 777 accelera più della Vespa, ergo non è una Vespa.
Ma basta con i paragoni aereomobili vs. Vespa, i primi ne uscirebbero sconfitti in ogni caso.
Anche se forse, visto che un aeromobile mi sta portando a circa quarantamila piedi di altezza, sarebbe meglio non dirglielo adesso.
Sotto di me c'è una distesa infinita di nuvole, sembra un enorme strato di panna montata, e ora che ci penso ho anche un po' fame.
A Londra ho trovato, cedendo alla fame più nera, un finto tramezzino con dentro della roba tipo uova sode, mayonese, bacon, e non so che altra diavoleria pseudo-alimentare.
Purtroppo, visto quello che passava il convento, e i prezzi a cui lo passava, mi sono dovuto accontentare.
Ho anche la batteria del portatile scarica, quindi ora scaricherò le foto, metterò qualche brano sul lettore mp3 in vista delle prossime sette ore e mezzo di viaggio, e mi abbandonerò tra le comode braccia di Morfeo.
Così almeno smetto di mangiare, cacchio!
Anzi... ora che ci penso, magari provo ad attaccare bottone con la tipa seduta di fianco, sembra carina.
Ma cazz, ha la fede al dito... e in ogni caso (ma le fanciulle sanno quello che scrivo mentre lo sto scrivendo, per caso?!?) ha appena estratto dalla microborsa un microportatile e si sta facendo beatamente i microcazzi suoi.
Basta, ci rinuncio, mi faccio una macropennica.
See you in the Big Apple, m8s... ;)
Aggiornamento delle 11.33:
SIAMO SULL'OCEANO, SIGNORE E SIGNORI!
(BURP!)
Aggiornamento delle 11.43:
D'accordo che non sono molto ferrato in geografia europea, ma... se sotto c'ho di nuovo la terraferma, dov'è che sono?
In Groenlandia?!? =S
Aggiornamento delle 11.45:
Mh, ci ho messo un po', ma alla fine ci sono arrivato.
Londra è a est, quindi ORA sotto il mio aereo ci dovrebbe essere, appunto, l'Inghilterra.
C'aveva ragggione la maestra, a dire che dovevo studiare invece di leggere Topolino di nascosto sotto il banco.
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Ore 23.43 (GMT -5)
Eccomi qua, in questa casetta a venti isolati da Central Park, seduto sul mio Sporco Piccì a navigare uàirless e ad aggiornare per l'ultima volta in questa lunghissima giornata questo diarietto.
Dopo aver aspettato che i tabelloni indicassero il gate di imbarco del mio volo fino a quaranta minuti prima della partenza, ho dovuto fare una corsa dalla parte esattamente opposta del terminal 4 di Heathrow.
Ovvio, se mi trovavo in prossimità del gate 5, il mio aereo non poteva che partire dal 24.
Venti minuti di cammino, senza poter usare i tapis-ruolant che sono dappertutto tranne che nel corridoio in cui ero diretto io.
Forse si sono accorti che dovevo smaltire qualche chiletto, si vede che mi vogliono bene.
Il volo fino al JFK è andato bene, ho dormicchiato, ho ascoltato musica, ho mangiato svariate volte il cibo di plastica e il caffè cartonato che ci propinava l'assistente di volo (guai a chiamarla hostess!), che ovviamente parlava solo in un incomprensibilissimo inglese "british".
Tanto che ho avuto serie difficoltà a comprendere quando mi ha chiesto se volevo pollo o qualcos'altro-che-non-ho-capito-e-nel-dubbio-ho-preso-il-pollo.
Muoversi a New York sembra più facile che muoversi a Milano, fin dall'uscita dell'aeroporto è indicato tutto, ma proprio TUTTO quello che devi fare per andare dove devi andare.
Infatti, nonostante sia la seconda volta che vengo a NYC, la prima che prendo i mezzi e la primissima che seguo una direzione precisa per arrivare a casa della mia amica che mi ospita, sono riuscito a perdermi nemmeno una volta.
Avete capito bene, non ci credevo neanch'io quando sono arrivato davanti al portone, NEMMENO UNA VOLTA.
Ora, so che nelle prossime due settimane recupererò abbondantemente questo inaudito primato.
Ma almeno avrò avuto la soddisfazione di vederlo succedere una volta nella mia vita, ahahah!
Tra l'altro, sono anche fuori dal mondo per quello che riguarda le comunicazioni telefoniche: Pigiamino è uno sfigatissimo dual-band, quindi appena acceso all'uscita dall'aeroporto mi ha detto "embé?" e io gli ho risposto "da fèr".
Quindi ciccia, almeno fino a che non ruberò un telefono da qualche grasso americano mentre fa la fila al drive-thru del MerDonalds.
A proposito di rubare, rom e accattoni, qua in ammerreca sono avanti in tutto!
Nella metro mancano i violini tzigani strappalacrime che si trovano in Italia, ma non certo i creativi dello spettacolo a scopo umanitario (personale).
Solo che qui quello che entra nella metro attaccando con la musica è un giovane aitante con la pelle scura e i muscoli guizzanti, lo strumento è sostituito da un potente stereo con lettore ciddì, e il bambino è vestito da rapper.
Anzichè fingere de grande numero de menomazione, il bambino viene lanciato a destra e a manca, mandato a "dare il cinque" al soffitto del vagone della metro, arrotolato intorno ai pali a cui ci si regge, eccetera eccetera.
E devo dire che riscuote anche un discreto successo, rispetto ai "nostri" accattoni.
Che sia questo il futuro?!?
Arrivato qui mi è stato proposto di mangiare (sic!), e essendoci in casa solo verdure e nutella, ho optato per la nutella.
Originale, italiana, ma made in USA e messa nel solito barattolo che però qui è di plastica.
Mah...
In ogni caso, il sapore è quello, anche con le fette di pane strano tenuto in frigo.
Gli effetti di due giorni in piedi e sei ore di fuso cominciano a farsi sentire pesantemente, ho voglia di mettermi a letto e svegliarmi tra una settimana, ma visto che son qua per quindici giorni, non mi sembra il caso di perdere tempo.
Ho avuto una copia delle chiavi di casa, quindi domani sono libero e (più o meno) indipendente.
Mi sveglio, cerco di socializzare col bagno, che mi fa sempre questo effetto così strano quando vengo oltreoceano, non prima di aver pasteggiato con una colazione americana a base di quellochetrovonelfrigo, 'ndo cojo cojo.
Basta scrivere, faccio un copiaincolla, sperando che venga bene al primo colpo, e me ne vado a dormire, olè!
Grazie a chi avrà avuto la pazienza di leggere fin qua.
Se qualcuno dovesse accusare dolori addominali durante la lettura, o avere sintomi strani quali cefalea e/o spasmi seguiti da astemia e paralisi del gluteo sinistro, consulti un medico.
Basta che non rompa le palle a me, che sono in vacanza. =P
Foto di: ieri, da qualche parte sotto il cielo di New York
Macchina: gigitale usa-e-getta, che in volo perde contrasto
Ascolto: Caparezza, Bersani, Civello, e altra roba italiana. Italians Do It Better!

Facile per Jay Kay dirlo, ma vorrei vedere lui al mio posto.
Con una valigia minacciosamente vuota sul pavimento, che chiede di essere riempita, tre ricette di torte al cioccolato da testare prima di partire, spesa fondamentale da fare entro oggi, una torcia flash da riportare a scuola entro ieri, un cliente che mi aspetta tra meno di un'ora dall'altra parte della città, pellicole e batterie ancora da comprare prima della partenza, una lavatrice che centrifuga e un altro carico di roba da lavare, mille brani da selezionare per il viaggio aereo, un letto inutilizzabile allo scopo per cui è stato progettato, pieno di taralli magliette scamorze pezzi di vespa caricabatterie con presa americana dizionarietto tascabile calzini fogli e foglietti virgole e punti che restano lì e non metto qui...
Ovviamente, se non mi incasino, non sono felice.
E in questo momento sono felicissimo.
Aiuto.
Foto di: stamattina, andando da un cliente a Piacenza per la seconda volta in due giorni
Macchina: gigitale usa-e-getta (verranno tempi migliori, si spera)
Temo di: dover ripristinare l'antica usanza dell'invio delle cartoline, stavolta...

Mentre aspetto pazientemente che il trio degli arabi assaghesi mi porti la pizza napoletana in ufficio (tutto quadra, vero?), mi sforzo di pensare a cosa dovrei mettere in valigia per la vacanza improvvisata che farò tra sette giorni.
Mi viene in mente la macchina fotografica, ok, senza quella non vado da nessuna parte.
Poi, pellicole, gli unici residui dell'anno scolastico sono una Ilford PAN F 50, svariati HP5 400, millemila Astia 100F, mezza APX 25 scaduta, svariate Agfa Scala 200X, un rullo coreano che non ho ancora capito come si sviluppa.
Ovviamente, lettore emmepittrè con musica ancora da scegliere (lo farò, temo, come al solito due ore prima del check-in), e adattatore elettrico universale, così se voglio mettere due dita nella corrente posso farlo nella presa a cui sono abituato.
Il cellulofono lo porto, anche se non potrò usarlo oltreoceano (Pigiamino è solo dual-band, credo non funzionerà).
Vestiti, biancheria, scarpe, ok, un minimo di dimestichezza nei viaggi ormai l'ho accumulata, nei due o tre giretti che ho fatto.
Un preparato per torta al cioccolato, devo metterlo in valigia per festeggiare un compleanno americano il 24, e spero che a Londra non mi rompano le scatole con le paranoie sulla sicurezza.
Il resto... non so.
Aiutatemi voi, please... =D
Foto del: 5 agosto
Macchina: gigitale usa-e-getta tremolante
Finalmente: è arrivata la pizza, olè!

Vorrei...
che tutti, nel traffico, abbiano la stessa auto, in modo che quando una Porsche sorpassa un Fiorino in modo non proprio corretto, questo non si innervosisca suonando il clacson più di quanto non avrebbe fatto nei confronti di una Cinquecento;
che tutti quelli con la faccia simpatica e con una Vespa sotto al culo mi salutino sorridendo senza motivo, mentre faccio benzina e mi passano davanti, come uno sconosciuto ha fatto prima;
che la radio non trasmetta musica insulsa, ma soprattutto che trasmetta musica, non solo spot e parole inutili manco fosse Lucignolo;
che sia possibile tenere la finestra aperta e la luce accesa senza attirare un milione di zanzare enormi da spiaccicare sul muro nel bel mezzo della notte con un elastico e una mira da cecchino assonnato;
che i padroni dei simpaticissimi cani che scorazzano sotto casa non lascino che i loro adorabili ma primitivi animali scambino la ruota della mia Vespa e il metroquadro circostante per una latrina;
che quando apro il frigo non mi risucchi un buco nero, che secondo ingenui scienziati dovrebbe invece trovarsi a milioni di anni luce da qui;
che la lavatrice sia libera ogni tanto, quando torno a casa, visto che non mi è concesso di fare centrifughe a mezzanotte;
che quando l'azienda per cui lavori guadagna non solo sul tuo lavoro ma anche sul tuo contratto, si faccia almeno cinquanta e cinquanta;
che blogger non si impalli ogni due per tre, e che la mia costosa fibra ottica vada effettivamente alla velocità della luce;
che in questa stanza non faccia così caldo, nemmeno ora che agosto s'è riportato via il freddo;
che gli odori che sento per strada non mi facciano venire in mente degli strani ricordi che al confronto Proust coi suoi biscottini era un dilettante;
che chi si impegna a farsi sentire per delle cose serie, mantenga i suoi impegni senza aspettare il trentunesimo sms;
che le spese più pesanti non capitino tutte insieme e, a tal proposito, i padroni di casa siano meno stronzi e spilorci;
che non debba stare a risicare sulla colazione per fare un viaggio che probabilmente mi sono meritato nell'ultimo anno;
che qualcuno capisca quando ti servirebbe un abbraccio;
che le persone a me care non siano costrette a fare i salti mortali per darmi la possibilità di seguire le mie passioni;
che io riesca a ricordare le cose da fare per più di otto secondi senza dover prendere appunti;
che i file da questo Sporco PC non spariscano misteriosamente a causa del mio disordine cronico, e che altrettanto non faccia lo spazio sul disco;
che questa dannata stanza si metta in ordine da sola, disobbedendo alle leggi naturali dell'entropia;
che certi rapporti non siano così complicati, o che almeno io capisca che tipo di rapporti dovrebbero essere;
che le mie pareti abbiano spazio per tutte le mie foto, comincio a pensare di dovermi trasferire a Castel del Monte (sì, quello del centesimo con otto lati da otto);
che se ogni tanto non hai voglia di parlare, quelli intorno a te lo capiscano dimenticando che tu sei "quello simpatico e socievole che parla sempre";
che l'ispirazione per fotografare decentemente mi venga anche senza bisogno di viaggiare e cambiare aria;
che i libri e i CD siano gratuiti per i giovani sotto i 95 anni e a metà prezzo per tutti gli altri, a meno che non si sentano ggiovani dentro, e comunque tranne il giovedì (così accontentiamo i discografici);
che la mia testa abbia le idee più chiare su quello che vuole, e che il mio cuore abbia un po' di coraggio per mettere in pratica quello che sente;
che l'idea di cambiare casa non mi angosci e non mi affascini così tanto allo stesso tempo;
che qualcuno abbia voglia di scrivermi una lettera;
Ah, e poi che Tiziano Ferro non sia contentissimo, perché a me sta un po' sul cazzo per le canzoni che fa e sono anche un tantino invidioso che è amico di quella gran gnocca della Surina, ecco.
Sicuramente ho dimenticato le cose più importanti, ma devo farmi la doccia, adesso.
Al massimo poi, molto poi, aggiorno... =P
Foto del: 2 luglio, 2.20 del mattino
Macchina: gigitale usa-e-getta
Finalmente in radio: "Super Duper Love", Joss Stone

Agosto ci ha lasciati, io nemmeno mi sono accorto che era arrivato.
Con l'inizio di settembre sembra sia ricominciato il caldo, e con esso sono tornate le fameliche zanzare in casa Gorini.
La vita riprende come prima delle ferie, con automobilisti indisciplinati che hanno dimenticato le regole della precedenza, l'uso delle frecce, il buon senso nelle manovre improvvise, e hanno ripreso a partecipare a "ammazza il Vespista", gioco di società molto in voga tra i proprietari di Cayenne e Burgman di razza.
E come al solito io sono qui, in ufficio, con un contratto scaduto, poche prospettive per il futuro, un viaggio a New York che quasi sicuramente non si farà, e un ricambista Piaggio che, dopo quasi due mesi, ancora non si decide a consegnarmi i pezzi per richiudere il motore della Culona.
Chi legge potrebbe buttarsi un po' giù, ma chi mi conosce sa benissimo che io non sono abbattuto! =)
Anche ora, nello scazzo da fancazzismo lavorativo, e con la scuola ormai alle porte (mancano 35 giorni, yep!), trovo qualcosa di buono.
E penso a quello che di positivo mi accade.
Un bel fine settimana a Ivrea, due raduni in appena tre giorni, un sacco di gente ritrovata dopo tanto tempo, tanti km macinati con la Fiorentina, i soliti vecchi amici che mi fanno compagnia nei piccoli viaggi, i miei bimbi IEDdini che tra un po' rivedrò.
E intanto guardo le vecchie foto, che fanno tanto venire il magone, ma mi lasciano meravigliato e commosso ogni volta di più...
Foto di: ieri, al ritorno
Macchina: gigitale usa-e-getta
iTunes: in fase di riorganizzazione, ma ho recuperato Incubus - "Drive".






